Giovanni II di Proietto (jan 2, 533 – may 8, 535)
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Giovanni II, nato Mercurio di Proietto (Roma, 470 – Roma, 8 maggio 535), è stato il 56º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica. Il suo papato durò dal 2 gennaio 533 fino alla sua morte.
Il suo nome di battesimo era Mercurio; poco si sa della sua nascita e dei suoi primi anni di vita, se non che era romano, e che suo padre si chiamava Proietto. La breve, scarna biografia di G. contenuta nel Liber pontificalis non offre, in sostanza, altre informazioni sul suo conto, limitandosi a fornire laconici riferimenti cronologici, accennando genericamente a doni avuti dall'imperatore d'Oriente e all'ordinazione avvenuta per sua cura di diversi preti e vescovi. Il Duchesne, in base ai dati raccolti analizzando alcune epigrafi conservate nella chiesa romana di S. Pietro in Vincoli, ha potuto stabilire con certezza che Mercurio era presbitero del titolo di S. Clemente. Sono note altre iscrizioni del VI secolo presso la basilica di S. Clemente, che si è accertato essere stata da lui abbellita e dotata. Meno nota alla storiografia è la probabile presenza di Mercurio alla seconda sessione del sinodo riunito da papa Bonifacio II a Roma "in consist. b. Andreae ap." il 9 dic. 531 per discutere ulteriormente circa la scomunica fulminata da Epifanio di Costantinopoli contro Stefano vescovo di Larissa.
Chiamato a succedere a Bonifacio II, Mercurio - mutando per la prima volta nella storia del Papato il suo nome di battesimo all'atto dell'elezione - divenne papa il 2 genn. 533, oltre due mesi dopo la morte del suo predecessore (ottobre 532), in un clima reso incandescente dai polemici dubbi degli antisimoniaci sulla sua elezione. E proprio contro la simonia pare sia stato uno dei primi atti di G. (una sua lettera dal contenuto teologico, indirizzata a un Valerio vescovo, è forse databile al 5 ag. 533, ma la collocazione cronologica è incerta): una missiva inviatagli dal re goto Atalarico e databile probabilmente alla fine del 533 è da taluni interpretata come l'esito di non documentabili pressioni papali sul sovrano goto. Cassiodoro, in una sua lettera del 533, anno in cui pervenne alla carica di prefetto del pretorio, devotamente auspica ottimi rapporti con Giovanni.
Dal Dizionario biografico degli italiani Treccani
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