Sargon I Re di Akkad (jul 15, 2335 BC – apr 10, 2279 BC)
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Sargon di Akkad ("il re vero, legittimo"), altresì noto come Sargon di Agade o Sargon il Grande, (fl. XXIV-XXIII secolo a.C.) fu il fondatore e primo re dell'Impero accadico circa dal 2335 al 2279 a.C. (secondo la cronologia media )e fondatore della dinastia di Akkad. Wikipedia
Il termine "lugal" strettamente legato con la città di Kish, sembra connotare un leader di tipo militare, forse originariamente eletto da un'assemblea per far fronte ad uno specifico conflitto. Tale mandato diviene ereditario con con l'avvento della dinastia di Sargon, durante la quale il titolo "lugal" viene usato esclusivamente per indicare il re di Akkad. Con Sargon e i suoi successori si afferma per la prima volta una dinastia semitica su tutta la Mesopotamia, la cui lingua, l'accadico, prende appunto il nome dalla capitale. L'accadico costituisce il dialetto di base, sul quale si innesteranno il babilonese e l'assiro nel II millennio a.C., parenti lontano dell'arabo e dell'ebraico. Non c’è dubbio che quello di Akkad sia un impero che fonda la sua potenza sulla supremazia militare. A Sargon si deve la creazione di un esercito di professionisti, esperti nell’uso dell’arco e dell’ascia da guerra, alle dirette dipendenze del re. In una iscrizione commemorativa delle sue vittorie leggiamo: “Sargon, il re: Enlil non gli ha dato un rivale, 5.400 uomini mangiano ogni giorno pane di fronte a lui.” Questi costituirebbero il cuore delle armate dell’imperatore, divise in più battaglioni organizzati in modo gerarchico. Tali truppe stipendiate avrebbero avuto facile gioco contro la cosiddetta “falange sumerica”, costituita verosimilmente da contadini compattati a formare un corpo indistinto munito di scudo e lancia lunga, come appaiono nella Stele degli Avvoltoi di Eannatum di Lagash di periodo protodinastico. Del resto nelle iscrizioni reali sargoniche l’accento è posto quasi esclusivamente sulle conquiste militari, lasciando pochissimo spazio all’edificazione di templi e allo scavo di canali, che rappresentano le attività tipiche dei sovrani mesopotamici. A questo esercito di professionisti vengono assegnati lotti di terre, in parte confiscate ai popoli vinti, in parte acquistate a prezzo di mercato o quasi. Si tratta di un sistema per certi versi simile al vassallaggio feudale, che cerca di cementare il rapporto tra sovrano ed esercito. Non abbiamo notizie sicure sull’ascesa al trono di Sargon. Sia le leggende di epoca più tarda che la Lista reale sumerica lo vogliono coppiere alla corte di Urzbaba, re di Kish, che riesce a scantare dal trono. Durante le prime fasi dell’espansione accadica anche Adab sembra appoggiare Sargon, forse per contrastare Lugalzagesi di Uruk, a cui la città era sottomessa. Gli sforzi militari si dirigono dapprima verso il sud della Babilonia, dove Sargon sconfigge Lugazalgesi, che viene portato in catene davanti alla porta del tempio di Enlil a Nippur. Distrugge quindi le mura di Uruk. Procede poi contro Ur, Lagash e Umma, che subiscono sorte analoga. Con gesto simbolico, dice di aver lavato le armi – sporche di sangue – nel (ossia nel Golfo Persico). Sostituisce infine i re locali con governatori di sua fiducia, un fatto senza precedenti, che se da un lato dimostra la potenza del re di Akkad, dall’altro sottintende l’impossibilità di mantenere il controllo della regione senza l’uso della forza. Sargon risale quindi l’Eufrate fino a Mari in Siria, per poi spingersi fino a Ebla, alle foreste di cedri del Libano, e alle Montagne d’argento del Tauro. Così facendo si assicura tutte le rotte commerciali strategiche da cui far affluire le risorse per il suo nascente impero. Conduce anche alcune campagne vittoriose contro la confederazione elamica, le cui incursioni costituiscono da sempre uno degli elementi di instabilità della Babilonia del III millennio a. C. Con l’impero di Akkad la propaganda reali compie un improvviso balzo in avanti, costruendo gli strumenti ideologici a giustificazione dell’impero universale. Già Sargon si proclama “re della totalità”, reinterpretando il vecchio titolo di “re di Kish”, che risale al periodo di egemonia di questa città durante il periodo protodinastico. Un altro suo titolo, “sacerdote.unto di An” (dio del Cielo), patrono di Uruk, sembra invece porsi nel solco della tradizione, ma non sono esclusi intenti polemici nei confronti di Lugalzagesi. Sargon dedica infine una delle sue figlie come sacerdotessa del dio Luma a Ur col nome sumerico di Enkheduanna e verosimilmente una principessa sumera come sacerdotessa della dea Ishar ad Akkad. Tutte queste misure, unite alle dichiarazioni di legittima sovranità da parte del dio Enlil di Nippur, dove i sovrani di Akkad hanno lasciato numerose iscrizioni, sembrerebbero tese a fare accettare il dominio accadico sul sud sumerico. Sargon fa erigere una stele nella quale egli stesso è ritratto di fronte alla dea Ishtar, ripetendo, ma allo stesso tempo modificando, u modulo figurativo della Stele degli avvoltoi di Eannatum; sulla atele di Sargon è il sovrano in persona a reggere la rete contenente i nemici sconfitti e a porgerla come omaggio alla dea Ishtar. Le civiltà del vicino Oriente, a cura di U. Eco
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jul 15, 2335 BC
apr 10, 2279 BC
~ 56 years
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