Assedio turco di Otranto (Gd'O) (jul 28, 1480 – aug 11, 1480)
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Approfittando del quadro politico caotico che c'era in Italia in quel momento, la flotta turca attraversò il canale d'Otranto fra il 26 e il 27 luglio e la mattina del 28 luglio 1480 era davanti a Otranto.
L'armata era comandata da Gedik Ahmet Pascià, un esperto comandante di origine albanese e già 'Sanjak-bey', ovvero governatore, del Sangiaccato di Avlona.
L'invasione ebbe inizio lo stesso 28 luglio, presso i laghi Alimini, i turchi sbarcarono nella zona oggi chiamata baia dei Turchi inutilmente contrastati dalla guarnigione otrantina che riuscì ad impegnare in scaramucce e scontri i primi contingenti di soldati sbarcati ma che furono in poco tempo sopraffatti dalle ondate successive. Le cronache parlano di un'immediata richiesta di resa della città inoltrata agli otrantini con un ambasciatore e da essi rifiutata e di un secondo ambasciatore latore di un ultimatum che fu ucciso ancora prima di potersi avvicinare alle mura della città.
Il 29 luglio Ahmet Pascià comincia l'assedio. La guarnigione e tutti gli abitanti abbandonarono il borgo e si trincerarono nella cittadella fortificata mentre alcuni messaggeri venivano inviati a Lecce e a Napoli con la richiesta di aiuto immediato e di rinforzi. La guarnigione cristiana può essere stimata qualche centinaia di uomini. Il 9, il 10 e l’11 agosto gli ottomani sferrarono tre potenti assalti alla città. I primi due fallirono ma il terzo ebbe successo portando lo scontro all’interno della città. L'11 agosto infatti i turchi entrarono nella cittadella fortificata attraverso una breccia che le artiglierie avevano procurato nel settore detto della "Porticella", il più piccolo ingresso a Otranto posto sul lato nord-est delle mura. A poco valse l'estrema difesa delle ultime truppe della guarnigione rimaste e guidate da Francesco Zurolo che morì sulla breccia insieme al figlio e da Giovanni Antonio Delli Falconi, nonché della milizia cittadina. In poche ore di combattimenti strada per strada i turchi ebbero la meglio mentre gli ultimi combattenti otrantini sopravvissuti si trincerarono prima nella piazza antistante la cattedrale per un'ultima difesa e poi nella cattedrale stessa che fu espugnata in poco tempo. I turchi trucidarono i religiosi presenti compreso il vescovo Pendinelli (o Agricoli secondo altre fonti) che fu impalato e poi decapitato e uccisero o trassero prigionieri tutti i sopravvissuti, in gran parte vecchi, donne e bambini. Da Wikipedia
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Date:
jul 28, 1480
aug 11, 1480
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