Arresto di Bernardo Provenzano (apr 11, 2006 – apr 11, 2006)
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Dopo 43 anni di latitanza, il boss mafioso Bernardo Provenzano fu arrestato in una casolare di campagna a Montagna dei Cavalli, vicino Corleone, in provincia di Palermo. Conosciuto come "Binnu 'u tratturi" (il trattore), per la sua spietatezza, era succeduto a Totò Riina alla guida di Cosa Nostra, diventandone il nuovo capo dei capi.
Provenzano era ricercato dal 1963 e per decenni era riuscito a sfuggire alla cattura grazie a una rete di protezioni e comunicazioni basate su pizzini – biglietti scritti a mano con ordini e messaggi criptati. A differenza di Riina, adottò una strategia più discreta e “invisibile”, preferendo il silenzio e la trattativa alla violenza stragista, puntando a ricostruire i rapporti tra mafia, politica e affari.
Il suo arresto fu il frutto di anni di indagini da parte della Polizia e dei Carabinieri, che analizzarono centinaia di pizzini e intercettazioni ambientali. Quando gli agenti fecero irruzione nel casolare, Provenzano non oppose resistenza. Appariva malato, invecchiato e stanco, ma ancora lucido.
Con la sua cattura, Cosa Nostra perse il suo ultimo grande capo “storico”, e lo Stato dimostrò che nessun boss è intoccabile, anche dopo decenni di latitanza.
Provenzano morì il 13 luglio 2016 in carcere, in regime di 41-bis, senza mai collaborare con la giustizia.
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Date:
apr 11, 2006
apr 11, 2006
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