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jan 1, 1927 - 1927 Legge Manescalchi

Description:

L'esplosione delle vendite di birra nel dopoguerra scatena la reazione dei vinai.
Vista la crescita dei consumi di birra (anche se molto lontani), temono di dover fronteggiare a breve una crisi del loro settore e riescono a far approvare, dal Governo, leggi protezionistiche a tutela dei loro interessi.

Nel 1927 viene varata la legge Marescalchi che, con l'apparente scopo di favorire l'agricoltura (e
con la segreta speranza di peggiorare la qualità della birra) impone ai birrai l'immissione di un 15% di riso.
Le tecnologie dell'epoca non permettevano di sfruttare tutte le caratteristiche positive del riso e, pur marginalmente, la qualità ne risentiva.

Nello stesso momento si alzano le tasse, con un’imposta straordinaria di ben 40 lire per hl. Ma non è tutto. La legge prevedeva inoltre una apposita licenza di vendita di "bassa gradazione", limitandone lo smercio al dettaglio esclusivamente a bar, trattorie e birrerie. I "vini e oli", esercizi molto diffusi all'epoca, non possono più vendere al dettaglio, ma solo
all'ingrosso e a casse intere.

Inoltre, a rincarare ulteriormente la dose, in molti Comuni il "dazio" viene regolato con l'applicazione di fascette sul collo di ciascuna bottiglia, con intralci burocratici e perdite di
tempo che, via via, fanno cadere l'interesse dei commercianti verso la birra. L'effetto è immediato e i consumi calano vertiginosamente; il motivo non è nella qualità che resta accettabile, ma nell'inevitabile aumento dei prezzi che portano la birra lontana dai consumi popolari.

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Storia della birra in Italia

Date:

jan 1, 1927
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